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2 lug 2024

Gelinvidia?

Ho abbastanza pochi dubbi su questo. Quando vedo crescere, germogliare ed infine sbocciare un filosofo, vale a dire uno che grossomodo ha la mia età, ma che scrive sui giornali, parla nelle piazze, in radio, in tv, scrive articoli vari, inevitabilmente mi sta sul cazzo a prescindere. Sarà perché è uno che ce l'ha fatta. Non so. Ma non è neanche tanto questo. È che vorrei dirgli: ma perché non stai in silenzio? Proprio perché hai studiato, e sai quanto inganno ti aspetta, e doxa della gggente, e strumentalizzazione dei vari potentucoli, e tirate di giacchetta, ma perché? Ma chi te lo fa fare a scrivere / ideare / depositare i tuoi pensieri? 

19 set 2013

Era ed è un momento normale. Non sapendo se lo sarà in futuro, fermo intanto le emozioni di questa tarda serata, in cui ho vinto il mio primo incontro ufficiale in uno scalcagnato torneo di tennis presso il circolo del quartiere. Mentre passavo lo straccio, a fine partita, pochi secondi dopo aver eiaculato sul suo tentativo di lob abbondantemente lungo oltre la linea di fondo, irrequietamente mi domandavo cosa avevo capito del suo gioco, dov'era la chiave che mi aveva permesso di concludere vittoriosamente una modesta ma pur sempre vera pugna mental-fisica.
La risposta era e sarà: credici.

16 giu 2009

Libero mercato

Là fuori c'è un grande jackpot.
Esci, e prenditene un pezzo.

21 mag 2009

Cheppalle.

Che 2 palle.
Che tristezza.
Dice: 
ti sei intristito?

Ma no, solo che vorrei/potrei/dovrei fare moolto.
E dentro di me una voce avanza. Di più dice, di più. E rode.
Poi mica sarà dempre così, dice quell'altra.
Però subito nasce un pensiero maliziosetto.
Magari non morderà.
Perchè non morderà più quella cosa; perchè tu, o uomo infinatamente saggio ed infinitamente intrioettato nel tuo Sé, avrai Altre cose...
Ma quali altre cose..
Quella E'.
Quella si mostra.
Quella E'.

La voce maliziosetta è quella che dice: potresti non avere più una voce da tirare fuori quando ti si dice stronzo (dal capo al lavoro, dal governo, dal tipo dell'anagrafe; e si può dire stronzo in tanti modi..).
La voce va allenata. La tristezza è quando manca la voce.
Senza allenamento nessuno arriva da nessuna parte.
Figuriamoci a sé stessi.

Quindi.

D'or in poi si torna a quel posto che sono i temi dove, se ben ricordo, si può scrivere meglio di chiunque ma appena sbagli è un 4. e perché.
Perchè non ti è concesso di cadere dentro te stesso.
Né di pontificare la Soluzione.
Ma ti è concesso tutto quello che vuoi, benché il tema lo voglia.
E' una scommessa: quanto, ti quello che ti sto chiedendo, sei disposto a mettere sul tavolo senza far capire al mondo che volevi solo fare una partita? per poi scusarti, ed abbassare lo sguardo?
Non c'è errore più grave dell'andare fuori tema.
Cadere dentro sé stessi, ripeto.
Specchiarsi: nella mia vita violenta non dovrei averne tempo, no. Ma indugiare, ahi che comodi.
Il tema costringe.
Riscopre il limite, l'essere uomo, "lògon èchon".

Non lo so. 


Arriverà un momento che non morde.
Perchè.
Perchè la rabbia viene alimentata dagli eventi, e fa anche rispondere da stupidi, mooolto spesso.
Quello che invece vorrei è evitare il dolore di non avere più voci che avanzano.

9 gen 2009

Gente che taglia e gente che affila coltelli

Siamo un po' tutti sia questo sia quello. Ma mi spiego meglio.
A volte ci buttiamo e non ci pensiamo tanto se l'acqua in cui mi bagno oggi è la STESSA di ieri, a volte vorremo essere più riflessivi/intelligenti, il malessere di Pascal ci viene su come un peperone, vorremmo essere più liberi, non da ma per.

Una sera ti ritrovi a ballare "Novembre" della Giusy, il mattino dopo leggi Il Sole cercando di tenere unita una prospettiva democratica e liberale coll'interventismo statale che tante critiche ha patito.

La cosa è che: chi è un tagliatore sta più o meno bene, perchè quando ascolta Giusy balla e quando legge Il Sole concorda con l'articolo (anche se secondo lui c'è di più sotto sotto)

Chi affila coltelli si guarda intorno come Jeremy mentre è in dance floor e smette di leggere per magari scrivere al Direttore com'è veramente che van le cose.

Digressio.
Chi balla al centro e guarda in giro è solo tanto come chi fa  tappezzeria ai bordi, ma ha l'orizzonte chiuso dalla circonferenza, tutti che lo guardano; mentre chi sta sul perimetro può guardare verso il centro o verso l'infinito. 

Quindi durante una serata qualsiasi, cena/bere/fumare/uscita con gli amici/che/incontro serio... credo sia importante stare attaccati a chi taglia, mentre non so ancora con che atteggiamento.


30 mar 2008

Ieri avevo deciso di dormire un po' di pomeriggio.
Ma ho raggiunto un po'troppa confidenza con la funzione "blocca e ripeti" della sveglia del nokia.
Infatti da un lato volevo costringermi a dormire massimo un'ora e venti.
Quindi ho messo la sveglia alle 15.20.
E mi sono abbioccato.
Poi la sveglia ha suonato; mah, mi son detto, tanto....non è che debba far quel gran che...., clicketto veloce su uno qualsiasi dei tasti da 1 a 9.
Dopo 5 minuti altro giro.
Dopo 5 minuti altro giro.
Sono andato avanti, lo giuro fino alle 16,35.

Per 15 volte mi sono riaddormentato e risvegliato.
Alla fine ero sconvolto, sbattuto come se avessi dormito su una panchinaa faccia in giù.
Non so perché sia così masochista.

Ogni volta pensavo che ripuntare la sveglia (alle 16.00, tipo) era troppo sbattimento.

Nel frattempo i pensieri tra una sveglia e l'altra si appesantivano un po'.
Da "Tanto non hai un granché da fare" a "Non hai un cazzo da fare" fino a "Sei solo un posto di lavoro proletario mescolato a del malmostoso rancore da filosofo"

Ovviamente non mi sono alzato per terminare di ferirmi.
Né perché non avessi più sonno.

Un fringuellino dal giardino mi ha cantato la sua leggerezza.
E il corpo si è alzato, di scatto, rabbioso e composto.